Utenti on line: 1
Home page news Cerca nel sito:
 
Ordina per: Data  Tipo
X Chiudi

Ultime news

Corso java
pubblicato il: 05/03/2014 0.00
Aumenta grandezza carattere  Diminuisci grandezza carattere

Java è un linguaggio di programmazione orientato agli oggetti, specificatamente progettato per essere il più possibile indipendente dalla piattaforma di esecuzione. Uno dei principi fondamentali del linguaggio è espresso dal motto write once, run anywhere (WORA): il codice compilato che viene eseguito su una piattaforma non deve essere ricompilato per essere eseguito su una piattaforma diversa. Il prodotto della compilazione è infatti in un formato chiamato bytecode che può essere eseguito da una qualunque implementazione di un processore virtuale detto Java Virtual Machine.

Al 2014, Java risulta essere uno dei linguaggi di programmazione più usati al mondo, specialmente per applicazioni client-server, con un numero di sviluppatori stimato intorno ai 9 milioni.

Il linguaggio fu originariamente sviluppato da James Gosling e altri ingegneri presso Sun Microsystems, nel 2010 acquisita da Oracle Corporation, che è attualmente detentore del marchio registrato.

Il linguaggio deriva gran parte della sua sintassi dai linguaggi C e C++, ma ha meno costrutti a basso livello e implementa in modo più puro (rispetto al C++) il paradigma object-oriented.

Un buon punto di partenza per imparare Java è il tutorial ufficiale.

Java è stato creato a partire da ricerche effettuate alla Stanford University agli inizi degli anni Novanta. Nel 1992 nasce il linguaggio Oak (in italiano "quercia"), prodotto da Sun Microsystems e realizzato da un gruppo di esperti sviluppatori capitanati da James Gosling. Tale nome fu successivamente cambiato in Java a causa di un problema di copyright (il linguaggio di programmazione Oak esisteva già).

Per facilitare il passaggio a Java ai programmatori old-fashioned, legati in particolare a linguaggi come il C++, la sintassi di base (strutture di controllo, operatori e così via) è stata mantenuta pressoché identica a quella del C++; tuttavia, non sono state introdotte caratteristiche ritenute fonti di una complessità non necessaria a livello di linguaggio e che favoriscono l'introduzione di determinati bug durante la programmazione, come l'aritmetica dei puntatori, l'ereditarietà multipla delle classi, e l'istruzione goto. Per le caratteristiche orientate agli oggetti del linguaggio ci si è ispirati al C++ e soprattutto all'Objective C.

In un primo momento Sun decise di destinare questo nuovo prodotto alla creazione di applicazioni complesse per piccoli dispositivi elettronici; fu solo nel 1993 con l'esplosione di internet che Java iniziò a farsi notare come strumento per iniziare a programmare per internet.

Contemporaneamente Netscape Corporation annunciò la scelta di dotare il suo allora omonimo e celeberrimo browser della Java Virtual Machine (JVM). Questo segna una rivoluzione nel mondo di Internet: grazie alle applet, le pagine web diventarono interattive a livello client (ovvero le applicazioni vengono eseguite direttamente sulla macchina dell'utente di internet, e non su un server remoto). Gli utenti poterono per esempio utilizzare giochi direttamente sulle pagine web ed usufruire di chat dinamiche e interattive.

Java fu annunciato ufficialmente il 23 maggio 1995 a SunWorld.

Il 13 novembre 2006 la Sun Microsystems ha distribuito la sua implementazione del compilatore Java e della macchina virtuale (virtual machine) sotto licenza GPL. Non tutte le piattaforme java sono libere. L'ambiente Java libero si chiama IcedTea.

L'8 maggio 2007 Sun ha pubblicato anche le librerie (tranne alcune componenti non di sua proprietà) sotto licenza GPL, rendendo Java un linguaggio di programmazione la cui implementazione di riferimento è libera.

Il linguaggio è definito da un documento chiamato The Java Language Specification (spesso abbreviato JLS). La prima edizione del documento è stata pubblicata nel 1996. Da allora il linguaggio ha subito numerose modifiche e integrazioni, aggiunte di volta in volta nelle edizioni successive. Ad oggi, la versione più recente delle specifiche è la Java SE 7 Edition (quarta).

I programmi scritti in linguaggio Java, dopo una fase iniziale di compilazione con ottenimento del cosiddetto bytecode, sono destinati all'esecuzione sulla piattaforma Java attraverso una fase di interpretazione (per questo motivo il linguaggio Java è detto anche semi-interpretato) ad opera di una Java Virtual Machine e, a tempo di esecuzione, avranno accesso alle API della libreria standard. Questi due step forniscono un livello di astrazione che permette alle applicazioni di essere interamente indipendenti dal sistema hardware su cui esse saranno eseguite.

Un'implementazione della piattaforma java è il Java Runtime Environment (JRE), necessario per l'esecuzione del programma compilato, mentre per lo sviluppo dei programmi in Java a partire dal codice sorgente è necessario il Java Development Kit (JDK) che include anche il JRE.
Portabilità
Schema che illustra il funzionamento del bytecode sulle diverse piattaforme.

L'esecuzione di programmi scritti in Java deve avere un comportamento simile in contesti di esecuzione diversi. Per raggiungere questo obiettivo, si lavora su livelli diversi, e il primo di essi è naturalmente il linguaggio, il quale è stato progettato appositamente proprio per questo scopo. Ad esempio, esso fornisce una sintassi unificata per definire le sezioni critiche, compito che in altri linguaggi si svolge tipicamente ricorrendo a librerie di terze parti o primitive di sistema.
Inoltre, praticamente non lascia spazio ai comportamenti non definiti (undefined behavior) o dipendenti dall'implementazione dell'ambiente di esecuzione.

Le specifiche di linguaggio richiedono un ambiente di esecuzione che vigila sull'esecuzione del programma e che proibisce determinate operazioni che altrimenti risulterebbero insicure. Esse fanno riferimento esplicito alla Java Virtual Machine, indicandola come il destinatario tipico del bytecode prodotto dalla compilazione iniziale di un programma Java, e infatti il compilatore javac incluso nel JDK compila proprio in bytecode. Tuttavia, è possibile la compilazione verso architetture diverse, e infatti è possibile produrre codice oggetto specifico di un certo sistema operativo, servendosi di un compilatore apposito, ad esempio il GNU Compiler Collection.

In linea di principio, si dovrebbe essere in grado di scrivere il programma una sola volta e di farlo eseguire dovunque (di qui il famoso slogan di Sun: "write once, run everywhere"). La portabilità è un obiettivo tecnicamente difficile da raggiungere, e il successo di Java in questo ambito è materia di alcune controversie. Sebbene sia in effetti possibile scrivere in Java programmi che si comportano in modo consistente attraverso molte piattaforme hardware diverse, bisogna tenere presente che questi poi dipendono dalle macchine virtuali che sono, a loro volta, programmi a sé e che hanno inevitabilmente i loro bug, diversi l'una all'altra: per questo è nata una parodia dello slogan di Sun "Write once, run everywhere" ("Scrivi una volta, esegui ovunque"), che è diventato "Write once, debug anywhere" ("Scrivi una volta, correggi ovunque").
tratto da wikipedia


Commenti 0 commenti
Condividi: Condividi su del.icio.us Condividi su facebook Condividi su digg.it Condividi su Google Condividi su Technorati Condividi su Blinklist Condividi su fUrl Condividi su Reddit Condividi su MySpace Condividi su Stumbleupon Condividi su Yahoo bookmarks Condividi su Windows Live Condividi su SlashDot Condividi su OkNotizie 


Commenti

Lascia un commento

Puoi scrivere ancora 180 caratteri

Nome/Nickname:

Puoi scrivere ancora 50 caratteri

Codice di sicurezza:

 
PUBBLICITA' GOOGLE
Galleria video


Immagini Foto e immagini
Galleria video

qrcode
PUBBLICITA' GOOGLE