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Corso di fumetto a salerno
pubblicato il: 24/09/2012 0.00
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Sono aperte le iscrizioni al nuovo corso di fumetto ScuolaSi che partirà a gennaio 2013. Ma cosa significa fumetto? Il fumetto è un linguaggio costituito da più codici, tra i quali si distinguono principalmente quelli d'immagine (illustrazione, colore, prospettiva, montaggio...) e di temporalità (armonia, ritmo, narrazione...). Will Eisner definisce il fumetto come "arte sequenziale". Poiché il fumetto è in larga parte utilizzato a fini narrativi, esso è spesso chiamato "letteratura disegnata"; in realtà, il fumetto può essere utilizzato anche a scopi non narrativi: ad esempio, per illustrare una ricetta di cucina o il libretto di istruzioni di un elettrodomestico. Un celebre esempio di uso non narrativo del fumetto è il volume Capire il fumetto. L'arte invisibile, saggio scientifico realizzato interamente a fumetti da Scott McCloud. Lo stesso McCloud descrive il fumetto come «immagini e altre figure giustapposte in una deliberata sequenza, con lo scopo di comunicare informazioni e/o produrre una reazione estetica nel lettore».[1] In ogni caso, appartiene a pieno titolo alla categoria delle più moderne arti visuali, in un'era che - privilegiando soprattutto l'immagine - è in grado di accostare la visionarietà pop di Andy Warhol alla grazia e alla poesia dell'art déco e dell'art nouveau, per approdare al (relativamente) recente fenomeno del vintage. In poche parole, il fumetto, nato per gli adulti (come si vedrà più avanti), diventato poi "territorio" per l'infanzia, è quindi tornato a essere patrimonio di una fascia non esclusivamente giovanile. Nonostante l'espandersi di altri mezzi di comunicazione di massa, accompagna ancor oggi - fino a "dettarne" in molti casi ritmi, tempi e modi (o quantomeno limitandosi a registrarne il divenire) - il vivere (ed il convivere) quotidiano. Il termine "fumetto" si riferisce alla "nuvoletta", simile a uno sbuffo di fumo, utilizzata per riportare il dialogo tra i personaggi (detta in inglese balloon). Per diverso tempo, soprattutto in Italia, furono utilizzate delle didascalie in calce a ciascuna vignetta, spesso costituite da due ottonari in rima baciata; solo successivamente vennero utilizzati sistematicamente i veri e propri "fumetti" (anche se ci sono utilizzi precedenti). Negli USA e nei paesi anglofoni i fumetti sono indicati come comics, mentre in Giappone vengono chiamati manga ("immagini in movimento" o "senza senso"). In Francia si usa l'espressione bande dessinée ("striscia disegnata") e in lingua spagnola i termini historieta o tebeo. Tratto da wikipedia

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