Icann: il volto del web sempre piu’ globale con domini aperti e multi-codice
pubblicato il: 17/01/2012 0.00
Finalmente il via libera alla più grande apertura di domini di 1º livello dall’organismo nato per garantire la stabilità e lo sviluppo della Rete. Indirizzi internet anche in alfabeto cinese e arabo. E scoppia la polemica sulle possibili conseguenze.
La Internet Corporation for Assigned Names and Numbers (Icann),'organizzazione non profit nata per garantire la sicurezza, lo sviluppo e la stabilità di internet, inizierà ad accettare le richieste per una classe di nomi potenzialmente infinita di domini di primo livello (i cosiddetti TLD, "top-level domain"): una volta superati i severi controlli dell’Icann, al prezzo di 145.000 euro potranno sorgere suffissi Web di ogni tipo.
Sul web sembra inesorabile la fine dell’egemonia linguistica occidentale: gli alfabeti cinese, cirillico e arabo hanno diritto di cittadinanza a fine URL definendo il volto di un Internet sempre più multietnico.
Ad oggi esistono solo 16 possibili indirizzi alla destra del punto (come .com e .net) che non si riferiscono a Paesi o territori (come .uk o il nostro .it). Negli ultimi anni Icann ha lavorato per aggiungere a questa categoria nuovi domini, cercando allo stesso tempo di proteggere i marchi e i consumatori. Fino al 12 aprile, aziende, governi e comunità di tutto il mondo potranno presentare domanda per introdurre e gestire un nome di dominio a propria scelta. Al momento è impossibile prevedere il numero delle domande che verranno archiviate nel corso di questi tre mesi: alcuni parlano di centinaia, altri di migliaia.
Alla base delle decisioni, un lungo e faticoso dibattito interno all’Icann secondo la quale nel mondo circa metà degli utenti della Rete - ovvero oltre un miliardo di persone - si trova in Asia. Di questi, quasi 500 milioni sono in Cina.
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